Regolamentare la TV via cavo basata su IP

Oggi mi é arrivata una mail dal provider italiano MessageNet, famoso per i suoi servizi di VoIP basati su SIP (e che uso con gioia nelle mie installazioni di Asterisk per fornire connettività/raggiungibilità geografica). Questa mail parla del sistema della televisione in Italia, della sua evoluzione e del punto di snodo importante in cui ci troviamo oggi e che ci riguarda tutti. Per questa ragione abbiamo scritto al Dr. Viviane Reding, Commissario Europeo alla Società per l’Informazione e Media ed abbiamo inviato alcuni milioni di email agli utenti internet italiani. http://www.messagenet.it/regoleperiptv/ L’Autorità delle Comunicazioni ha concluso da poco un procedimento chiamato analisi del mercato dei servizi di diffusione radiotelevisiva per la trasmissione di contenuti agli utenti finali, ovvero l’analisi del mercato televisivo. ...

July 26, 2006 · 6 min · 1148 words

Picture of the Day/2

America’s domestic policy vs America’s foreign policy George Bush blocked a bill on stem cell research, saying he couldn’t support the ’taking of innocent human life’. In Iraq, six civilians are killed by a US air strike. In Lebanon and Israel, casualties mount.

July 22, 2006 · 1 min · 43 words

Picture of the Day

First-Page of The Independent

July 22, 2006 · 1 min · 4 words

Travaglio su Calciopoli

Chiagni e Fotti di Travaglio Marco Unità, 8 luglio 2006 Il Grande Piagnisteo è cominciato. Meno di due mesi dopo l’esplodere di Calciopoli, sbiadito il ricordo delle intercettazioni, politici di chiara fama e fame lacrimano copiosamente sulle sorti di Juve, Milan, Fiorentina e Lazio. L‘impresa pare disperata, essendo gli argomenti delle difese un po’ meno credibili di quelli dell‘avvocato Taormina. La Juve sostiene che Moggi non era un dirigente, ma un passante. Giraudo racconta che il calcio è «un mondo border line» (infatti lui era uno dei capi) e «bisogna pur difendersi» (e da chi? dall‘Albinoleffe?). Bellachioma assicura: «Galliani è la persona più trasparente che io conosca» (il che è vero: le altre sono Previti e Dell‘Utri). I legali rossoneri dipingono Meani, addetto agli arbitri, come un seminfermo di mente incapace di intendere e volere, ma non spiegano perché mai Galliani avesse scelto uno così. Lotito-Lolito rivela: «Io alla Lazio ho portato il cappellano» e, se telefonava alla Figc, «era per chiedere che gli arbitri non facessero errori» (bastava uno squillo e gli errori sparivano). De Santis parla di «diritti umani calpestati », manco fosse ad Abu Ghraib. Della Valle denuncia i «tempi troppo stretti» del processo: è la parola d’ordine di tutti gli aspiranti impuniti. Come se la scadenza di fine luglio fosse un pallino di Borrelli, Ruperto, Palazzi e Guido Rossi. Invece l’ha imposta l‘Uefa, che entro luglio deve stilare i calendari delle coppe. Lorsignori vogliono tempi più lunghi? Rinuncino alle coppe, con i miliardi della tv e degli incassi, e il processo potrà durare sino a ferragosto. Se poi rinunciano pure al campionato, si va avanti anche un anno. I tempi stretti sono una concessione agli imputati, che vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, non un‘imposizione giacobina. È curioso che i tanti salici piangenti fingano di ignorarlo. E non si comprende cosa intendano gli on. avv. Calvi, Pecorella e Pisapia quando lamentano che «la difesa non può interloquire». Che stan facendo da un mese deferiti e avvocati, prima con Borrelli e poi con la Caf? Interloquiscono eccome. Il guaio è che non hanno niente da dire, se non che «così facevan tutti» e che al telefono si scherzava. È stupefacente poi che insigni giuristi confondano il processo penale con quello sportivo, dove l’onere della prova è invertito (non è l‘accusa a dover dimostrare la colpevolezza degli incolpati: sono gl‘incolpati a dover provare la propria innocenza). Le regole del calcio sono queste, si è sempre fatto così, molti club medio-piccoli sono retrocessi in base a queste norme: perché mai non dovrebbero valere ora per i grandi? I grandi oltretutto godono di appoggi politici sconosciuti ai medio-piccoli. La Juve ha un apposito club di lobbisti in Parlamento, capitanato dall‘ineffabile on. Buglio (Zebra nel Pugno) che vaneggia di «giustizialismo, gogna mediatica, giustizia sommaria, vizio politico» e altre baggianate. Il Milan, oltre al rifondarolo Piero Sansonetti che lacrima ogni sera in tv per il povero Diavolo perseguitato, ha un intero partito ai suoi piedi: è intervenuto persino James Bondi, che non distingue un pallone da un paracarro. Il forzista on. Paniz, juventino nel calcio e berlusconiano nella vita, chiede dal primo giorno l’amnistia per Calciopoli. All’inizio tutti ridevano; ora fioccano le prime adesioni, con la scusa dei Mondiali. Strepitosa quella del margherito Carra: sì all‘amnistia, ma «fra un anno». Poteva mancare il ministro della Clemenza Mastella? No che non poteva: l’amico di Berlusconi, poi di Moggi, poi di Della Valle confida al Corriere: «Capisco chi chiede l’amnistia, la chiedono la maggior parte dei tifosi». E, se lo dice lui, dev‘essere vero: «Il processo è come l’arena del Colosseo»; Guido Rossi non gli piace (sarebbe strano il contrario); e poi «non è giusto che Del Piero, Cannavaro e altri giochino in serie C» (non sa che, se la Juve va in C, Cannavaro e altri scappano). L‘Oscar del piagnisteo spetterebbe di diritto a lui, se non arrivasse Piero Ostellino, habituè della tribuna vip moggiana, a spiegare in mezza pagina di Corriere che il processo «è un mostro giuridico» e rischia di scivolare nella «responsabilità oggettiva dei processi staliniani». Non sa, il pover‘uomo, che la responsabilità oggettiva è dalla notte dei tempi il pilastro della giustizia sportiva. Ma, per quanto difficile possa sembrare, c‘è persino chi lo supera. Il forzista bianconero Crosetto parla di «metodi da Gestapo». E il forzista romanista Cicchitto sostiene che «mandano la Juve in C per poter mandare il Milan in B». Era meglio quando tifava per il Castiglion Fibocchi. ...

July 15, 2006 · 4 min · 747 words

Contraditio in Terminis

Leggendo l’articolo pubblicato su Repubblica di oggi circa le dichiarazioni di berlusconi sul caso “calciopoli”, il giornalista ha sottolineato una PROFONDA CONTRADIZIONE IN TERMINI in cui é caduto l’EX-Presidente Del Consiglio. … L’ex presidente del Consiglio aveva già reso nota la sua posizione sullo scandalo del calcio in un’intervista alla Gazzetta dello sport. In cui aveva dichiarato che nel processo “non c’è alcuna garanzia di arrivare a conclusioni fondate sui fatti da parte dei giudici”, perché mancano “indispensabili caratteristiche di certezza”. I giudici - aveva detto - non hanno ascoltato tutte le telefonate né tutti i testimoni e perché “la realtà del campo ha evidenziato situazioni diverse da quelle che dovevano verificarsi”. Secondo Berlusconi inoltre non dovrebbe essere presa in condiderazione, come pena, la retrocessione, che punisce giocatori e tifosi. Mentre “è giusto che paghino i veri responsabili dei reati sportivi, i dirigenti e gli arbitri”. Il presidente rossonero aveva anche detto che i due scudetti contestati alla Juventus dovrebbero andare al Milan. … ...

July 14, 2006 · 2 min · 237 words

P.U.A.TV

Appello di Travaglio che non può non essere replicato il più possibile. Leggete e diffondete. E ora, salvata la Costituzione, proviamoci con la televisione di Marco Travaglio Dopo qualche settimana di silenzio (ho appena finito il nuovo libro con peter Gomez, ne saprete qualcosa molto presto…), rieccomi qui proprio nel giorno in cui possiamo gridare Forza Italia. Non per la partita (chissenefrega), ma per la vittoria della Costituzione Repubblicana del 1948 contro quei cinque disgraziati della baita del Cadore, e soprattutto contro i loro mandanti. Visto che è andata bene, oltre ogni più rosea previsione, al referendum, proviamo a fare qualcosa di buono anche per la nostra televisione: almeno per quella pubblica. mancano tre settimane alla scadenza della raccolta delle firme sulla legge di iniziativa popolare “Per un’altra tv” che si propone di cacciare i partiti dalla Rai: ne occorrono almeno 50 mila, di firme, e siamo a quota 43-44 mila. Diamoci da fare in tutt’Italia, contattando i comitati sparsi nelle varie città (per informazioni, www.perunaltratv.it). Io intanto continuo a girare e quasi sempre, al fondo della sala, mi porto un banchetto per le firme. In particolare, venerdì 30 giugno alla rocca di Serravalle (Pistoia), alla festa nazionale della Cgil, è in programma una serata con Sabina Guzzanti e con me. Niente paura, per chi non può farne a meno c’è il maxischermo per la partita dell’Italia. Poi, alle 22.30, passiamo alle cose serie. Ci vediamo lì. ...

June 29, 2006 · 2 min · 248 words

Vittoria del NO!

Sembra che gli italiani, malgrado tutto, siano andati a votare e abbiano usato la testa. Menomale và! ;)

June 26, 2006 · 1 min · 18 words

NO!

No alla Costituzione Violentata! No al Premierato Assolutistico! No al Capo dello Stato soggiogato al Premier! No alla Devoluzione Regionale! Mi unisco volentieri all’URLO del mio amico Nemo (e da cui scrocco pure l’immagine ;P ).

June 26, 2006 · 1 min · 36 words

"Berlusco’…" at Neminis.org

http://blog.neminis.org/berlusco-2.xhtml Solo segnalazione. Commenti alla fonte :D .

May 30, 2006 · 1 min · 8 words

Quelli che vogliono riportare indietro Napoli

Preso pari pari dall’Unità: non mi sento di poter aggiungere altro, a parte che si é sempre parlato di grandi progetti e grandi cose per Napoli e che FORSE (e sottolineo e ribadisco il FORSE) il fatto che i Cantieri aperti ci siano, che si muovano, si evolvano, si chiudano… FORSE vuol dire che tra qualche anno alcuni degli attuali numerosissimi problemi della mia città saranno risolti. Fino ad allora, “mano sul clacson” e “iastemma pronta”: siamo pur sempre a Napoli, podere della Camorra, del Traffico Asfissiante, dell’Inquinamento Incivile, del Soppruso-Abuso-Colluso, dell’Ubi-Maior, del Semaforo-senza-senso (io sono cieco, non faccio testo ;) ). «No, non è che a Napoli non si può vivere. Diciamo che a Napoli si malecampa». Un po’ di fusion di dialetti, un pizzico di filosofia e la sintesi del barista alla stazione è fatta: a Napoli si vive male. Malissimo. Se non si è adeguatamente preparati, l’impatto con piazza Garibaldi può essere uno choc letale: traffico fermo, bancarelle di pakistani e cinesi che vendono di tutto, l’aria ammorbata dai bus in sosta e coi motori accesi in attesa dei passeggeri per le province del Sud. «La fila disordinata dei taxi. Sotto i portici le russe che aspettano un ingaggio da badanti. Oggi non si cammina. E questa non è una novità. E non si respira. La gente è nervosa. Incattivita. La città sembra non avere più fiducia nel futuro. «A Napoli si verificano quasi il doppio degli omicidi dell’intero Canada e il 30% delle rapine di tutta Italia». Lo ha scritto Jacopo Fo nel suo libro «Napoli nel sangue». Un atto di dolore ma anche di amore per una città che lo ha colpito a morte. Un anno fa la malanapoli gli uccise a bastonate il suocero: una rapina da pochi soldi. Eppure, Fo ha saputo vedere e raccontare anche il bene: quello della Napoli del volontariato che si impegna a Scampia e nei quartieri del disagio. Che produce e che resiste. Nonostante tutto. Napoli a due facce? No: a mille facce. «Un posto dove non si dorme mai da soli, in mezzo a un rumore apocalittico. Perché è una città che aiuta a sciogliere se stessi nell’ambiente che ci circonda, come una saponetta in una vasca da bagno». Dan Hofstadter è venuto sotto il Vesuvio, è stato rapito dalle bellezze della città e ha scritto A romance of Naples. Ognuno vede e narra la città a modo suo. C’è il dolore infinito dell’innamorato tradito e la meraviglia, ingenua e velata di razzismo, del “molto pittoresco”. I drammi dei napoletani, però, restano. “Napoli, città bloccata”. L’economista Mariano D’Antonio, napoletano nato a via Trinità degli Spagnoli, Napoli la racconta così nell’ultimo capitolo del suo bel libro Percorsi di libertà. Città bloccata, aggiunge il cronista, nell’attesa del nuovo che verrà. Che è sempre sul punto di arrivare e sempre rischia di essere trascinato in fondo, nel buio di una arretratezza che sembra eterna. Paolo di Lauro, Ciruzzo ‘o milionario, era uno dei padroni della droga. Lo hanno arrestato e processato tre giorni fa: trent’anni di galera. La camorra sconfitta? No, perché pochi giorni dopo inizia un’altra guerra. Un morto, ucciso dentro un ospedale. E l’incubo continua… ...

May 28, 2006 · 7 min · 1434 words