25 Aprile: Auguri! / 4

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Mi permetto di riportare il testo integrale da Federico Fornaro, DS. Parole che DEVONO far riflettere e tenere presente che sono finite le elezioni, lo STRONZO ha perso ma... le cose stanno peggiorando ancora. Qualcuno ha detto "regime"?

"10, 100, 1000 Nassiria", la bandiera d'Israele che Brucia, la Moratti fischiata. Prodi che fa? Bertinotti che dice? Almeno a parole condannano e prendono le distanze. Ma gli estremisti di destra? SI che esistono anche se le loro "bravate" non vanno mai su RAI e Mediaset.
Rinfrancati dalla legittimazione ottenuta da Berlusconi che si accordato con loro nelle recenti consultazioni politiche, magari un po’ delusi per il mancato raggiungimento dell’obiettivo di far entrare nel nuovo Parlamento un manipolo di deputati, i neofascisti non si smentiscono e tornano puntualmente in piazza per cercare di infangare la memoria della Resistenza. E’ di ieri la notizia del tentativo messo in atto a Milano nella piazza dove martedì partirà il corteo nazionale per la Festa della Liberazione di esporre uno striscione dal titolo “25 Aprile vergogna nazionale”. I protagonisti sono sempre i soliti, i militanti del movimento Forza Nuova (segretario nazionale Roberto Fiore), che si è presentato alle elezioni insieme ad Azione Sociale e al Fronte Sociale Nazionale nella lista di “Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini”. Basta andare su uno qualsiasi dei siti delle organizzazioni periferiche di Forza Nuova per comprendere quale siano le loro idee sulla Resistenza e sulla Liberazione. I camerati di Palermo, ad esempio, scrivono apertamente che “ non ci sono ragioni per festeggiare. Il 25 aprile non è stata e non sarà mai la festa di tutti gli italiani. E' solo la festa di chi davvero ha combattuto dalla parte sbagliata seppure vincente. La festa dei conquistatori anglo-americani e delle soldataglie multietniche che li precedevano; la festa di vili assassini come Boldrini e Bentivegna e dei loro epigoni e apologeti di oggi. La festa della Mafia, sbarcata al seguito degli alleati. La festa dei partiti corrotti con essa conniventi; la festa dei badogliani di ieri e di oggi”. Ed ancora, caso mai non fosse sufficientemente chiaro il loro pensiero: “Questa festa non potrà mai essere la nostra festa. Non sarà mai la festa di chi ha veramente combattuto dalla parte giusta di chi si è battuto per l'onore d'Italia e non contro di essa. Non sarà mai la festa di chi come Forza Nuova si batte oggi per la ricostruzione di un Paese prostrato sotto il peso delle rovine morali, identitarie, culturali che il 25 aprile, con tutto ciò che rappresenta, ci ha consegnato”. Per fortuna sono tesi storiografiche relegate nel cestino dell’immondizia del revisionismo d’accatto. Il problema che abbiamo di fronte è,invece, serio e di carattere politico. Il centro-destra con il recente accordo elettorale ha sdoganato la destra neofascista, dando loro una legittimazione democratica che rappresenta uno schiaffo a mano aperta alla memoria della lotta di Liberazione e quindi alla storia del nostro Paese. Su questo punto non smetteremo di indignarci e di richiamare la destra italiana alle proprie responsabilità. Dopo questa scelta scellerata, dettata unicamente da un miope interesse di bottega per raccattare tutti i voti anti-sinistra disponibili sul mercato politico, non ci si deve stupire che allo stadio Olimpico pseudo-tifosi della curva degli ultras romanisti espongano, sempre ieri, uno striscione analogo a quello di Forza Nuova: “25 aprile, liberiamoci dai liberatori”. A questa cultura neofascista intollerante e razzista è stata data piena cittadinanza da parte del centro-destra e dell’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Lui, comunque, aveva iniziato da tempo a far capire qual’era il suo giudizio sul 25 aprile non partecipando – primo premier nella storia repubblicana - alle commemorazioni ufficiali. E’ triste,comunque, dover festeggiare il 61° anniversario della Liberazione in un clima politico avvelenato da chi, nei fatti e con le sue spregiudicate alleanze, ha calpestato la memoria dei martiri della Resistenza per un pugno di voti neofascisti. di Federico Fornaro (Responsabile Cultura Unione Regionale DS Piemonte)
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