Bonino: altra occasione persa

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Interessato a seguire ancora un pochino la vicenda di Rete 4 e della MAXI MULTA che la Corte di Giustizia Europea ci fara' pagare, ho letto questo post di it:Travaglio |Marco_Travaglio: Europa 7: vieni avanti decretino.

Quello che mi va pero' di riportarvi e' la Lettera che Emma Bonino scrive all'Unita' come risposta, e la contro risposta di Travaglio:

La lettera di Emma Bonino e la mia replica

Pubblico la lettera che Emma Bonino ha scritto al direttore de l'Unità in seguito alla pubblicazione dell'Uliwood party di ieri sul caso Europa7, e a seguire la mia replica.

Caro direttore, Marco Travaglio nella sua rubrica di ieri critica il mancato inserimento di norme riguardanti Europa 7 nel decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 1 aprile. Il decreto legge intende sanare quelle procedure di infrazione su cui il nostro Paese è stato condannato dalla Corte di Giustizia europea e che necessitano l'adozione di atti normativi per scongiurare il rischio di multe e sanzioni per mancato adempimento. Come è noto, invece, nel caso di Europa 7, il coinvolgimento della Corte di Giustizia europea è stato di natura interpretativa, a seguito della richiesta del Consiglio di Stato di un parere sul diritto comunitario in materia per poter valutare la compatibilità con esso di norme o comportamenti dello Stato. Dell interpretazione della Corte deve ora tener conto il Consiglio di Stato, organo che ha attivato la procedura, affinché possano essere assunti gli opportuni provvedimenti. Pertanto, il decreto legge del 1 aprile non era lo strumento per affrontare e risolvere l'annoso caso di Europa 7 sul quale, nel merito, la mia posizione è chiara. Per quanto mi riguarda, non ci sono né clamorose dietrologie da scoprire né retropensieri di alcun tipo da denunciare. Emma Bonino Ministro per le Politiche Europee
Conosco il ministro Bonino come persona perbene e competente, quindi non ho mai pensato a dietrologie nè a retropensieri da parte sua. Mi sono limitato e mi limito ai fatti. Le sentenze della Corte di giustizia europea sono tutte esecutive e, secondo la nostra Corte costituzionale, hanno valore di legge. Dunque vanno applicate subito. Quella del 31 gennaio scorso che riconosce il diritto di Europa7 a trasmettere su analogico terrestre dal 1999 sulle frequenze che vari governi hanno lasciato in mano a Rete4 che aveva perso la concessione a trasmettere, concedendole continue proroghe, non è stata ancora applicata. Il governo, anzichè prenderla alla lettera e dare le frequnze a chi ne ha diritto, ha preso altro tempo chiedendo un parere al Consiglio di Stato. Ora, quando il Consiglio di Stato dirà quel che è prevedibile che dica, e cioè che le sentenze si applicano, il governo Prodi potrebbe non essere più in carica. E se, Dio ci scampi, dovesse essere sostituito dal governo Berlusconi III, questo troverebbe il modo di non applicarla, perpetuando sine die una situazione di gravissima illegalità. Per colpa di Berlusconi, ma anche dei suoi pavidi predecessori. Se il 1° aprile il Consiglio dei ministri avesse attuato anche quella sentenza della Corte europea, avrebbe insomma compiuto un atto dovuto e risparmiato allo Stato italiano una multa ancor più salata di quella che il Consiglio di Stato - sentenza europea alla mano - fisserà come risarcimento a Europa7. Se infatti Europa7 avesse ottenuto le frequenze il 1° febbraio, il danno subito sarebbe meno grave di quello che le verrà riconosciuto se non le avrà ottenute nei prossimi mesi. Il che dimostra che l'urgenza di provvedere c'era eccome. Marco Travaglio

Cara ministra: ci siamo persi un'altra occasione di fare qualcosa di giusto. Ma il mio amato/odiato paese non ne vuol proprio sapere (o meglio, la cosi' detta "Casta Politica").

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